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Violazione dell’obbligo di fedeltà e non concorrenza

La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con sentenza 29/03/2017, n. 8131, ha stabilito che l’obbligo di fedeltà ex articolo 2105 cod. civ., integrato dai generali doveri di correttezza e buona fede di cui agli articoli 1175 e 1375 cod. civ. nello svolgimento del rapporto contrattuale, deve intendersi come divieto di abuso di posizione attuato attraverso azioni concorrenziali e violazioni di segreti produttivi. I suddetti articoli ricomprendono il divieto di porre in essere condotte che siano in contrasto con i doveri connessi all’inserimento del dipendente nella struttura e nell’organizzazione dell’impresa o che creino situazioni di conflitto con le finalità e gli interessi della medesima o che siano, comunque, idonee a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario del rapporto.

Nel caso in questione si trattava di dipendenti di una testata giornalistica che avevano prestato la propria opera per una testata diversa e concorrente di un contiguo ambito territoriale.