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Patto di prova nullo? reintegra e risarcimento del danno

L'illegittimità del licenziamento intimato sul presupposto di un patto di prova nullo comporta, anche nel caso di applicazione del contratto di lavoro a tutele crescenti, il diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro e ad un indennizzo risarcitorio fino ad un massimo di dodici mensilità.

Questo principio è stato affermato dal Tribunale di Milano con sentenza del 3 Novembre 2016, nella quale si è ritenuto che, posta l'invalidità del recesso datoriale in quanto basata su un patto di prova rivelatosi insussistente, il provvedimento datoriale di recesso dovesse essere equiparato alla fattispecie del licenziamento disciplinare privo di consistenza nella sua dimensione materiale, secondo la disciplina prevista dal decreto sul contratto a tutele crescenti.