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Licenziamento sproporzionato in caso di uso ritorsivo della malattia per ferie non concesse

La Suprema Corte, con la Sentenza n. 4619 del 22 febbraio 2017,  è intervenuta in merito alla legittimità di un licenziamento  intimato ad un lavoratore che, dopo non aver ottenuto le ferie richieste, si metteva in malattia non risultato reperibile alla visita di controllo.  
Nel caso in questione, la Corte di Cassazione, ha stabilito che il licenziamento è una sanzione sproporzionata rispetto alla condotta tenuta dal lavoratore, e quindi punibile con sanzioni disciplinari di minore entità.  

La decisone  della Cassazione trova fondamento, in quanto, la causa addotta per il licenziamento era la mancata presenza alla visita di controllo, giustificata in maniera adeguata in secondo momento dal lavoratore.  

In quanto il principio di proporzionalità della sanzione disciplinare prevede che: 

  • ai fini della valutazione della gravità di un certo comportamento del lavoratore devono essere considerate le particolari circostanze in cui è stata commessa l'infrazione e l'intensità dell'elemento intenzionale, con la conseguenza che deve ritenersi illegittima la sanzione disciplinare del tutto sproporzionata in relazione all'oggettiva gravità del fatto e all'intensità dell'elemento intenzionale.  
  • la gravità della sanzione disciplinare deve essere proporzionata a quella dell'addebito, tenendo conto dell'oggettiva gravità del fatto e dell'intensità dell'elemento intenzionale; ove risulti sproporzionata, la sanzione deve essere annullata. 

Vani sono stati i tentativi, da parte del datore di lavoro, di supportare la motivazione del licenziamento,  nel corso del procedimento giudiziale, facendo leva sui precedenti comportamenti illeciti del lavoratore