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L'orario massimo di lavoro

DEFINIZIONE: la definizione della durata massima settimanale dell'orario di lavoro è demandata alla contrattazione collettiva (nazionale, territoriale o aziendale). La legge si limita a definire un limite di durata media della prestazione lavorativa nell'arco di un periodo di sette giorni, che, non può superare le 48 ore settimanali compreso lo straordinario; tale media va riferita ad un periodo di riferimento di 4 mesi; i contratti collettivi possono ampliare tale periodo fino a 6 o 12 mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro, specificate negli stessi contratti collettivi (art. 4 Dlgs 66/2003). E' perciò possibile, nel caso di orario multiperiodale, che una settimana superi le 48 ore settimanali a condizione che, nel complesso, tale misura media non venga superata). Il contratto individuale di lavoro può derogare, al limite di cui sopra solo in senso migliorativo (Circolare Ministero del Lavoro 3/3/05, numero 8).

Esempio: L'attività lavorativa può quindi essere concentrata in alcuni periodi e ridotta in altri in modo da ottimizzare l’organizzazione produttiva. Ad esempio, in un periodo di 4 mesi dal 1° gennaio al 30 aprile, l'orario settimanale di lavoro del mese di gennaio potrebbe essere di 48 ore, di 40 ore il mese di febbraio e di 60 ore il mese di marzo e di 32 ore il mese di aprile; la media risulta essere di 45 ore e quindi al di sotto del limite massimo posto dalla normativa.

CALCOLO DEL PERIODO E DELLE ORE: se la contrattazione collettiva (nazionale, territoriale o aziendale) non dispone nulla, il limite di 48 ore è riferito alla prestazione svolta in un periodo di 7 giorni (che può anche non coincidere con la settimana di calendario), ed è calcolata come media nell'arco di un periodo di riferimento che è fissato in 4 mesi (elevabili a 6 o 12 dai contratti collettivi come detto in precedenza). I periodi di ferie annue e i quelli di assenza per malattia, infortunio, gravidanza, non sono presi in considerazione per il calcolo della media dell'orario di lavoro.

LAVORO STRAORDINARIO: il ricorso al lavoro straordinario deve essere limitato e i contratti collettivi ne regolamentano le modalità di esecuzione. Fermo restando il limite massimo di durata dell'orario di lavoro come regolamentato dall'art. 4 del Dlgs 66/2003, in difetto di disciplina collettiva applicabile, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un periodo che non superi le duecentocinquanta ore annuali.

RIPOSO GIORNALIERO: il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità (art. 7 del Dlgs 66/2003).