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Il licenziamento della lavoratrice madre

Sentenza Corte di Cassazione n. 11975 del 10 giugno 2016

Con la sentenza 10 giugno 2016, n.11975 la Corte di Cassazione, ha stabilito che, al datore di lavoro tocca provare che il licenziamento è stato intimato in ragione dell’esternalizzazione del servizio o della cessione del ramo d’azienda mentre alla lavoratrice madre spetta solo dedurre l’illegittimità del recesso per divieto di licenziamento fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Si ricorda infatti che la legge stabilisce il divieto di licenziare la lavoratrice madre per tutto il periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il compimento di un anno di età del bambino. Tale divieto opera anche nel caso in cui, al momento del licenziamento, il datore di lavoro non fosse a conoscenza della gravidanza della dipendente.

Esistono tuttavia alcune ipotesi in cui è possibile licenziare la lavoratrice madre:

1) licenziamento per giusta causa

2) cessazione dell’attività aziendale.

3) in caso di esito negativo del periodo di prova

In caso di tempo determinato, il contratto terminerà alla naturale scadenza.