Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.

Il Governo interviene (ancora) sul licenziamento per giusta causa nella Pubblica Amministrazione.

Dal 13 luglio 2016 la vita dei "furbetti del cartellino" è più complicata.
 

Nel testo modificato dell'art. 55-quater del Dlgs 165/2001 viene indicato con precisione, evitando ogni possibilità di fraintendimenti, quali siano le condotte illecite: "costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l'amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell'orario di lavoro dello stesso". Il nuovo art 55-quater puntualizza anche che "della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta".

Qualora venga accertata la condotta illecita, sia in flagranza sia tramite strumenti di sorveglianza e/o di registrazione degli accessi/presenze, il dipendente viene immediatamente sospeso, gli viene inviata la contestazione di addebito e la convocazione per il contraddittorio a sua difesa, dove il lavoratore è libero di farsi assistere da un legale o da una organizzazione sindacale.

L’intero procedimento deve terminare entro 30 giorni dalla ricezione della contestazione da parte del lavoratore;

il mancato rispetto del termine di cui sopra non fa decadere l'azione disciplinare.

I dirigenti a conoscenza del fatto illecito che senza giustificato motivo non attivano il procedimento disciplinare e la sospensione cautelare, sono sottoposti a procedimento disciplinare punibile con il licenziamento.