Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.

Archivio domande

  • Dimissioni lavoratrice madre

    Il 11/10/2018, S. chiede:

    Buongiorno. Mi sono dimessa in data 15/9 giorno in cui scadeva la mia maternità facoltativa. Ero alle dipendenze di un’aziendq a tempo pieno e indeterminato da 2013, in maternità da gennaio 2018 dopo la nascita del mio secondogenito. Nella busta paga di fine rapporto non vedo l’indennita di mancato preavviso che da quanto mi risulta doveva essere di 30 giorni. Il datore di lavoro era tenuto a corrispondermela? Possono averla inclusa in qualche altra voce dell'ultima Busta paga?
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Dimissioni per giusta casua

    Il 12/10/2018, G. chiede:

    Salve, sono un dipendente con contratto a tempo indeterminato CCNL Metalmeccanico 6° livello CONFAPI (Assunto il 1-gen-2018). Da sempre si la mia azienda paga gli stipendi con estremo ritardo sempre oltre il 17 del mese successivo. In diverse occasioni è stato effettuato un pagamento dilazionato, prima il 70% e poi un saldo col restante 30% a distanza di una decina di giorni. Non avendo una data di pagamento espressa nel mio contratto (ce da CCNL dovrebbe essere pagato entro la fine del mese)volevo sapere se sussistono le condizioni per presentare le mie dimissioni per giusta causa ed eventuali modalità particolari di presentazione delle dimissioni. Saluti G.
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • NASPI

    Il 09/10/2018, A. chiede:

    Buongiorno, ho un problema relativo alla Naspi.Cerco di spiegare brevemente la mia storia. Il 24/5/2016 ho presentato domanda Naspi a seguito del termine del mio rapporto lavorativo. La stessa è stata accolta con la conferma di 725 giorni da corrispondere in base al num di settimane lavorate negli ultimi 4 anni (termine previsto il 5/6/2018). A luglio 2016 sono entrata in maternita anticipata,a dicembre in maternita obbligatoria fino ad aprile 2017. La stessa Naspi è poi ripartita per la parte rimanente (fino a qui corrisposti 355 giorni) Il 22/4/18 ho iniziato un nuovo lavoro (contratto di 9 mesi) ma l'azienda stessa mi ha lasciato a casa per mancato superamento del periodo di prova il 20/6/18. Ho fatto di nuovo domanda di disoccupazione il 5/7/18 ma la stessa mi è stata accolta solo per 33 giorni. L'Inps mi ha risposto che avendo stipulato un contratto di 9 mesi anche se l'azienda mi ha licenziato ho perso quanto mi spettava con la vecchia Naspi. E il calcolo della nuova Naspi veniva fatto in base all'ultimo quadiennio 2014-2018,entro il quale io lavorato tutto il 2014,tutto il 2015 e i 2 mesi del 2018. Io vorrei capire se è possibile che una persona che con tutta onestà vuole tornare a lavorare,non per suo volere viene lasciata a casa,perde il diritto che aveva?mi chiedo a questo punto era meglio non provarci e rifiutare il lavoro e poter sfruttare cosi lo stato per ancora per gli altri 370 giorni che ancora rimanevano? Davvero il paradosso. Vorrei capire secondo voi non avrei diritto a piu di soli 33 giorni di Naspi? La ringrazio per la risposta. Saluti
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Diritto allo Studio ccnl Studio Professionale Consilp

    Il 24/09/2018, I, chiede:

    Buongiorno, con la presente per chiedere come funzionano le 150 ore di diritto allo studio per i dipendenti. Sono una dipendente (segretaria presso ufficio legale) inquadrata al 2^livello, full-time 8h settimanali da lunedì al venerdì. Mi sono iscritta ad un corso di laurea breve (3 anni), il corso non prevede l’obbligo di frequenza ma per poter frequentare le lezioni più importanti e sostenere gli esami vorrei chiedere ai miei datori le 150 ore di permesso. Questi permessi sono anche retribuiti o no? In attesa di un riscontro, ringrazio e saluto cordialmente. Iva Stoilkova
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Somministrazione e maternità

    Il 17/09/2018, G. chiede:

    Buongiorno, vi scrivo per delucidazioni in merito ad un contratto di somministrazione in scadenza, ed all'eventualità dell'inizio di una gravidanza vicina alla scadenza dello stesso. Il mio contratto con l'agenzia di somministrazione, iniziato il 07/01/2016, scade il 14/12/2018 e le mie domande sono le seguenti: 1) esiste un termine entro il quale l'agenzia, o l'azienda utilizzatrice, deve dirmi quale sarà il futuro del contratto? 2) in teoria dovrebbe trasformarsi in indeterminato, ma nel dubbio quali potrebbero essere altri scenari? ad es., possono cambiare agenzia ed eventualmente ripartire con i 3 anni di determinato? 3) nel caso in cui dovessi confermare la gravidanza in questi giorni, quali diritti ho relativi alla maternità, in qualsiasi scenario si proponga (ossia la conferma dell'indeterminato, piuttosto che la cessazione o simili)? 4) In caso di dimissioni prima della scadenza del contratto, la maternità sarebbe comunque coperta dall'INPS? Grazie mille, Buona giornata.
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Congedo per cure

    Il 13/09/2018, D. chiede:

    Domanda: Salve sono un lavoratore dipendente invalido civile al 51% assunto con legge 68/99 e usufruisco annualmente dei 30gg max per anno di “congedo per cure” per i Day Hospital specialistici riguardanti la mia patologia, lavoro tutti i giorni su turno 2 mattine 1 pomeriggio 1notte 1smontante 1 riposo, stavolta il Day Hospital cade in un giorno di riposo prestabilito, considerando che avviserò con più di un mese di anticipo se intenderò usufruire del congedo per cure in quella giornata avrò diritto di recuperare quel giorno di riposo settimanale in altra giornata??? Grazie
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Welfare aziendale

    Il 07/09/2018, D. chiede:

    Buongiorno, vorrei farvi una domanda relativa ai buoni Welfare. Il mio contratto è metalmeccanica piccola industria confimi, mi spettano i buoni welfare? lavoro nella stessa azienda da 12 anni con contratto a tempo indeterminato. Oppure come mi è stato detto questi welfare spettano solo a chi ha il contratto metalmeccanica industria? grazie
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Il "nuovo" tempo determinato del Decreto Dignità

    Il 28/08/2018, R. chiede:

    Buongiorno, in luglio ho richiesto delle informazioni e sono rimasto soddisfatto del livello e qualità del servizio. Necessito di ulteriore chiarimento, nello specifico: - Il 13 settembre si chiude il contratto a termine con un’azienda del Gruppo, 36 mesi in totale, e si aprirà un nuovo contratto a tempo determinato con un’altra azienda del Gruppo. Il periodo di stop&go di 20 giorni decorre unicamente in questo caso o era previsto tra una proroga e un’altra nell’arco dei 36 mesi? - I 20 giorni di stop sono lavorativi ( e pertanto 4 settimane ) o comprendono il sabato e la domenica? - Dal 14 settembre e fino all’inizio del nuovo contratto posso chiedere la Naspi? Con nuovo pagamento porrò domande specifiche sulla Naspi, al momento chiedo solo se è possibile chiederla direttamente online, se è un servizio che potete fornire Voi e se occorre certificato di disoccupazione rilasciato da Centro dell’Impiego. - Con il nuovo contratto, presumilmente partirà la prima settimana di ottobre, rientro, per effetto del decreto dignità, nella nuova tipologia di contratti di un periodo di 24 mesi? - Perché è un problema per le aziende, con i nuovi contratti, inserire la causale? La mia azienda è sempre in utile positivo ( + di 5 milioni di euro l’anno ), ci sono dei controlli se la causale non è veritiera?
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • LA PROROGA DEL RAPPORTO A TERMINE NON RICHIEDE LA FORMA SCRITTA

    Il 15/07/2018, R. chiede:

    Dopo il fallimento dell’azienda in cui lavoravo, nel settembre 2015, sono stato assunto dall'azienda xxx spa, con un contratto a tempo determinato di un anno, prorogato, senza forma scritta, il 13 settembre 2016 per un altro anno. Il 4 settembre 2017, la Direzione mi comunica, causa una riorganizzazione interna, che il contratto sarà prorogato di soli 6 mesi. Successivamente la Direzione mi comunica la proroga senza forma scritta di ulteriori 6 mesi fino al 13 settembre 2018. Riassumendo primo contratto: 1 anno ( forma scritta ) 2 anno ( nessuna forma scritta ) 6 mesi ( forma scritta ) 6 mesi in scadenza a settembre ( nessuna forma scritta ) Vorrei chiedere se ci sono possibilità di rivalermi dal punto di vista legale per i seguenti punti: Durante i 36 mesi non è stato concesso sia il buono pasto di E.5,10 che il premio produzione di euro 1000,00. Sebbene il verbale d’accordo interno prevede che i dipendenti a tempo determinato, solo a discrezione della Direzione, possano ricevere il buono pasto e il premio produzione, so per certo, che una collega, dimessa lo scorso anno, con contratto a tempo determinato, è riuscita ad ottenere , in un’unica soluzione tutti i ticket per i mesi in cui ha lavorato. Non so se è riuscita ad avere anche il premio produzione e se abbia agito per vie legali. Questo è il punto meno importante. Solo il primo anno ho firmato un contratto. Il secondo anno non ho firmato nulla, per i 6 mesi di proroga ho firmato una lettera di soli 6 mesi. In tutti i casi non c’è stato il periodo di stop and go previsto dalla normativa. Per quanto sopra vorrei un Vostro parere per una eventuale azione legale,tenedo conto dei costi/benefici, sia per il riconoscimento dei ticket/premio produzione sia per la trasformazione in automatico del tempo determinato ad indeterminato mancando alcuni requisiti quali la forma scritta nel secondo e terzo rinnovo anche alla luce del nuovo decreto dignità. L'azienda ha promesso un'ulteriore proroga di 6 mesi fino al marzo del 2019 in un'altra azienda del Gruppo. Poiché le aziende del Gruppo sono tre potrebbero farmi andare avanti a vita con contratto a tempo determinato? Grazie
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • DIMISSIONI IN COSTANZA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI

    Il 28/06/2018, F. chiede:

    Buongiorno, vorrei chiedere una consulenza. Ho dato le dimissioni da un'azienda che da qualche mese ha messo quasi tutti i suoi dipendenti (compreso me) in cassa integrazione al 20%. Di questo 20% una parte lo restituisce l'inps a noi lavoratori (il 50%). Siccome non rispetterò il mio periodo di preavviso (di 4 mesi), ma andrò via 2 mesi prima, la domanda è: L'azienda mi tratterà dal TFR il corrispettivo di 2 mesi da cassintegrato? Quindi il mio lordo meno 20% oppure il mio lordo meno 20% ma con la partecipazione INPS... cioè il lordo meno 9%? Grazie mille
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Premio di produzione e dimissioni

    Il 13/06/2018, M. chiede:

    Buongiorno, la scorsa settimana ho rassegnato le mie dimissioni (dopo quasi 5 anni, sarebbero stati compiuti il 30/09) dal mio attuale posto di lavoro il cui contratto fa riferimento al "Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del Commercio". Era consuetudine ricevere, con il cedolino di gennaio, il "premio di produzione" (in busta paga corrisposto con codice 423 - BONUS) riferito all'esercizio precedente che nell'attuale società chiude il 31 agosto di ogni anno. Viste le mie dimissioni volevo chiedere se l'attuale datore di lavoro dovrà, o meno, corrispondermi il premio di produzione nel mese di gennaio 2018 oppure no. Volevo aggiungere che non sono previsti contratti di secondo livello aziendali ma il contratto di lavoro fa riferimento al dettato del CCNL del Commercio. Ringrazio, cordiali saluti
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Massimale contributivo e riscatto della laurea

    Il 04/06/2018, D. chiede:

    Sono iscritto all'INPS dal 2001 ma per effetto del riscatto degli anni di laurea (2003), nell'estratto conto INPS figurano dei contributi versati tra il 1992 ed il 1998 (periodo universitario).Il mio datore di lavoro nel 2015 ha applicato un trattamento contributivo denominato TC98 avvalendosi della circolare INPS del 15.10.2010.Tale trattamento prevede l’applicazione di un massimale di circa 101,000 euro della base contributiva per tutti coloro che al 31.12.1995 fossero privi di anzianità contributiva. Vorrei sapere se i contributi pagati per effetto del riscatto della laurea e contabilizzati tra il 1992 ed il 1998, potessero essere considerati come anzianità contributiva, e richiedere al datore di lavoro il versamento dei contributi sulla base contributiva effettiva (200,000 euro) senza applicazione del TC98. Premetto che il datore di lavoro non mi ha mai richiesto dichiarazione attestante l'esistenza di periodi utili ai fini dell’anzianità (Art. 2 comma 18, legge 8.8.1995 n. 335).
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Durante il preavviso per dimissioni posso fare le ferie?

    Il 31/05/2018, M. chiede:

    Buongiorno, sono attualmente occupato con un contratto di I livello del CCNL del commercio e servizi, con 45 giorni di preavviso per dare le dimissioni. Avendo in mano una proposta di lavoro vorrei licenziarmi e far partire i 45 giorni di calendario, indicativamente entro il 15 giugno per terminare a fine luglio. Avendo maturato però una decina di giorni tra ferie e ROL, come posso gestire i giorni di ferie/ROL accumulati? Andrebbero a posticipare la data di fine rapporto dal 31 luglio ad indicativamente il 10 agosto o ci sono alternative? Saluti
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Superamento 36 mesi rapporto a termine

    Il 16/05/2018, O. chiede:

    Salve, Nel maggio 2015 sono stata assunta da una grande azienda di distribuzione a tempo determinato (part-time) ai sensi e per gli effetti dell’art 1, comma 1 D.lgs. N. 368/2001 come modificato dall’artt. 1, comma 1) del D.L. n. 34/2014 convertito con modificazioni nella Legge n. 78/ 2014, in qualità di Addetta alla Vendita , con qualifica impiegata e inquadramento al 5 livello ai sensi del CCNL Aziende del Terzario Distribuzione e Servizi (ipotesi di accordo del 26/2/2011 modificato e sottoscritto definitivamente in data 6/4/2011). Ho avuto quattro proroghe, e l’ultima avvenuta in Marzo 2017 con il termine di scadenza a Settembre 2018, la quale supera 36 mesi, cioè 3 anni consegutivi di prestazione lavorativa a tempo determinato. La mia domanda è: il contratto a tempo determinato passa automaticamente a tempo indeterminato o l’azienda è obbligata a firmare il contratto a tempo indeterminato prima che passino 36 mesi? Adesso mi hanno dato le ferie e dovrei rientrare a fine maggio, dopo la scadenza del periodo di 36 mesi, e della trasformazione del contratto nessuno non mi abbia parlato. Vorrei sapere se il mio contratto dopo 36 mesi si trasforma automaticamente a tempo indeterminato o possono anche non farlo? Cosa succede se non me lo trasformano a tempo indeterminato entro 36 mesi? Cosa succede se azinda deccide di non assumermi al tempo indeterminato? Inoltre, sono al secondo mese di gravidanza e l’azienda ancora non è all’occorenza di questo fatto. Come dovrei comportarmi? Rimango in attesa di un vostro cenno di riscontro ringraziandovi cordialmente per il vostro lavoro.
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
  • Lavoro automono occasionale- Cos'è e quando è applicabile?

    Il 07/05/2018, M. chiede:

    Buongiorno, ho un contratto di lavoro partime a tempo indeterminato e saltuariamente cioè a richiesta lavoro anche presso due centri estetici come collaboratrice esterna, però non avendo partita Iva come potrei mettermi in regola, sia io che il centro? Magari trovando la soluzione migliore e meno onerosa? Grazie
    Puoi leggere la risposta solo se la domanda è tua: effettua il login!
   1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   Avanti »