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Stress Lavoro Correlato

Dal Gennaio 2011 è obbligatorio, per le aziende italiane effettuare la valutazione dello Stress Lavoro Correlato. 
Già introdotto nel D.Lgs 81/08 (art 28 c1 bis ex D.Lgs 106/09) che riprendeva l’accordo Europeo del 2004 sottoscritto dalle quattro maggiori organizzazioni Europee (CEEP, UEAPME, UNICE e ETUC) i cui contenuti erano rivolti allo studio dei criteri di prevenzione di questo rischio. 

La Commissione Consultiva Permanente si è espressa, con circolare del 18 Novembre 2010, in cui indicava le tempistiche da rispettare, imponendo l’obbligo per i datori di lavoro di ripetere la valutazione con una frequenza non inferiore ai tre anni se gli esiti delle valutazioni precedenti avevano esito negativo, in caso contrario, si dovranno adottare provvedimenti più restrittivi e tempistiche più ravvicinate  a seconda dei risultati ottenuti.

A livello Europeo l’attenzione è focalizzata, in modo particolare, sui rischi emergenti con lo studio di indagini rivolte non solo a identificare e monitorare la situazione e i disagi derivanti da rischi psicosociali quali lo Stress, la violenza e le molestie; ma anche a fornire strumenti utili per la valutazione e l’adozione di adeguate misure preventive e correttive come l’Esener Enterprise Survey /EU-OSHA. 

Le sanzioni per il datore di lavoro o dirigente in caso di mancata valutazione dello Stress Lavoro Correlato sono: 

  • Per omessa redazione del DVR, violazione art. 29, c.1, l’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400; 
  • Per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza è prevista una ammenda da € 2.000 a € 4.000. 

 

È importante precisare che con il termine Stress, ci si riferisce a quello stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.

Si precisa che lo Stress non è di per se una malattia, bensì una condizione innescata nell’organismo umano da parte di una fonte o sollecitazione esterna che comporta una serie di adattamenti che, se protratti nel tempo, possono assumere carattere di patologia. 

Introducendo il concetto generale suddetto all’ambito lavorativo si può definire  che lo Stress da Lavoro Correlato, è la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro, eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste.

Esiste uno stress, che ha effetti positivi sul nostro organismo, consentendoci di reagire in modo efficace agli stimoli esterni, ma un’esposizione prolungata a fattori stressogeni, può essere fonte di rischio per la salute dell’individuo, sia di tipo psicologico che fisico, riducendo l’efficienza sul lavoro.

Fondamentale è la distinzione tra il concetto di Stress Lavoro Correlato, da quello di Mobbing inteso come una persecuzione sistematica messa in atto da una o più persone allo scopo di danneggiare chi ne è vittima fino alla perdita del lavoro. Se dunque i possibili rischi soprattutto a livello psicologico, possono risultare analoghi, nello Stress manca la componente di intenzionalità che è invece presente nel mobbing. 

Una seconda distinzione opportuna è quella relativa al fenomeno conosciuto come Burn-Out definito come : l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.

Questo fenomeno riguarda quelle professioni rivolte ad aiutare altre persone (medici, infermieri, avvocati, sacerdoti…) e che porta il soggetto ad un’eccessiva immedesimazione nei confronti degli individui oggetto della attività professionale, facendosi carico in prima persona dei loro problemi e non riuscendo quindi più a discernere tra la loro vita e quella propria. 

RISCHI E FONTI DI STRESS SUL LAVORO 

Il processo di valutazione del rischio inizia dall’identificazione delle fonti di stress presenti nell’ambiente di lavoro, e ciò avviene attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori suddivisi tra quelli relativi al contesto lavorativo e quelli riconducibili al contenuto del lavoro. 
Tra i primi risultano essere fonti di stress particolarmente significative gli ambiti legati a cultura e funzione organizzativa ad ambiguità nella definizione della carriera professionale e del ruolo all’interno dell’azienda; a mancanza di autonomia relativamente alle responsabilità assegnate e a difficoltà nel gestire rapporti interpersonali sul luogo di lavoro. 
Per quando riguarda invece il contenuto del lavoro, le fonti di stress possono derivare da orari di lavoro particolarmente pesanti, a carichi di lavoro eccessivi, all’organizzazione del lavoro inadeguata rispetto alle competenze professionali, e a carenze infrastrutturali del luogo di lavoro, come scarsa illuminazione, temperature disagevoli, scarse condizioni igieniche, spazi insufficienti. 

Alcune delle categorie professionali più esposte allo Stress Lavoro Correlato sono: 

  • Medici: in relazione alla responsabilità legata ad eventuali decisioni sbagliate che possono avere effetti anche gravi sulla salute delle persone; 
  • Infermieri: elevato rischio del fenomeno da Burn-Out come causa di stress da lavoro correlato; 
  • Polizia: soprattutto il personale operativo esposto a rischi quotidiani di aggressione e a situazioni di disagio sociale con potenziale impatto psicologico molto significativo; 
  • Assistenti Sociali: è elevato il rischio della sindrome da BurnOut, associata all’esposizione a fenomeni di disagio sociale e familiare; da cui la sensazione di sentirsi inefficaci; 
  • Insegnanti: possibile difficoltà a relazionarsi con un elevato ed eterogeneo numero di studenti in età giovanile; 
  • Autotrasportatori: stress legato a condizioni di lavoro particolarmente difficili, orari di lavoro, distanza da casa, responsabilità nel rispetto delle tempistiche.

Sono state costituite differenti linee guida per la valutazione aziendale del rischio connesso allo Stress Lavoro Correlato. È importante che la valutazione vada a ricercare situazioni di stress nelle singole persone, ma debba altresì rispecchiare una situazione dei diversi settori aziendali in modo da individuare situazioni di disagio localizzati per aree o reparti. 

Per la valutazione viene suggerito l’utilizzo, come prima fase, di questionari o check-list, da somministrare ad un campione statisticamente valido della popolazione aziendale, con l’obiettivo di individuare le aree potenzialmente soggette a rischio .

Un esempio di un questionario somministrabile in una azienda da sottoporre a valutazione, potrebbe richiedere le seguenti informazioni: 

  • Informazioni aziendali: dati sull’assenteismo, richieste di cambio mansione, dimissioni, assenze per malattia; 
  • Personale: mansioni, tipologia di contratto, orario di lavoro, rapporti interpersonali;
  • Ambienti di lavoro: illuminazione, condizioni igieniche, livelli di sicurezza, temperature, spazi; 
  • Fattori di rischio: esposizione a e presenza di determinati rischi quali rischio biologico, chimico, cancerogeno