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Smart Working

È stata pubblicata il 13 Giugno 2017 la Legge n. 81 del 22 maggio 2017 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, entrato in vigore dal 14 giugno 2017.  

Gli articoli da 18 a 23 contengono le misure per l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento (cosiddetto “lavoro agile” o “smart working”). 

Per lavoro agile si intende una prestazione di lavoro subordinato, disciplinata con accordo scritto tra le parti, che si svolge con modalità peculiari, rispetto al lavoro subordinato standard, quali: 

• esecuzione della prestazione lavorativa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, imposti dalla legge e dalla contrattazione collettiva; 

• possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa; 

• assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali. 

Importante specificare che il lavoro agile non si configura come una nuova tipologia contrattuale,  ma come una modalità organizzativa utilizzabile da tutti i lavoratori che svolgano mansioni compatibili con le sue caratteristiche. 

Lo svolgimento della prestazione lavorativa con le modalità del lavoro agile deve essere stipulato in forma scritta, ai fini della regolarità amministrativa e della prova e deve disciplinare: 

- le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, in riferimento alle giornate e orario ecc, 

- le forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro; 
- l’esercizio del potere di controllo sulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 4 della Legge n. 300/1970 relativo agli impianti audiovisivi e agli altri strumenti di controllo dell’attività lavorativa; 
- i tempi di riposo del lavoratore; 
- gli strumenti utilizzati dal lavoratore per svolgere la prestazione; 
- individuare le condotte, connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari. 

L’accordo relativo al lavoro agile può essere stipulato a tempo determinato o a tempo indeterminato. 

Qualora l’accordo sia: 

• a tempo indeterminato il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a 30 giorni, elevato a 90 giorni in caso di recesso da parte del datore di lavoro nei confronti di lavoratori disabili (art. 1, Legge n. 68/1999), al fine di consentire un’adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. 

Se sussiste un giustificato motivo, il recesso può avvenire, da parte di ciascuno dei contraenti, senza preavviso; 

• a tempo determinato, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine solo in presenza di un giustificato motivo. 

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni all’interno dell’azienda. 

Nell'eventualità di ricorso al lavoro agile, il datore di lavoro è tenuto a consegnare al lavoratore ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta da cui risultino i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione. 

Inoltre grava sul datore di lavoro, la responsabilità della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa. 

Il lavoratore, deve cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.