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La nuova disciplina del lavoro occasionale

La Legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n. 50/2017, introduce all’articolo 54-bis una nuova tipologia contrattuale, le c.d. “prestazioni occasionali”, che prendono il posto dei voucher, abrogati dal 17 marzo 2017.  

Chi può utilizzare il lavoro occasionale? 

Possono ricorrere all’utilizzo di prestazioni occasionali: 

  • le persone fisiche, non nell’esercizio di attività professionale o d’impresa, per attività quali: 
    • piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; 
    • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; 
    • insegnamento privato supplementare;   
  • gli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze fino a 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, fatti salvi i settori esclusi ;  
  • le imprese del settore agricolo, solo nel caso in cui i prestatori siano:  
    • pensionati titolari di pensione di vecchiaia o invalidità;  
    • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un Istituto scolastico superiore ovvero ad un ciclo di studi presso l’Università;  
    • persone disoccupate, così come definite dall’articolo 19 del D.Lgs n. 150/2015;  
    • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno al reddito;  
  • le amministrazioni pubbliche, fermo restando il rispetto dei vincoli in materia di contenimento della spesa pubblica ed esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:  
    • nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;  
    • per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;  
    • per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;  
    • per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

Limiti e divieti di impiego 

La nuova disciplina del lavoro occasionale prevede: 

Per il datore di lavoro, un limite massimo di retribuzione pari a 5.000 euro per ciascun anno civile e per la totalità dei prestatori (2.500 euro con riferimento alle prestazioni complessivamente rese dal singolo lavoratore in favore del singolo datore di lavoro). 

Per il lavoratore, i compensi ricevuti non possono superare i 5.000 euro per ciascun anno civile (2.500 dal singolo committente). 

E’ vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale per:  

- i soggetti che abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore di lavoro; 

- le aziende che impiegano più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;  

- le imprese del settore edile e nei settori affini o per appalti di opere o servizi.  

Valore dei buoni 

Per prestazioni occasionali a favore delle persone fisiche  i titoli di pagamento contenuti nel “Libretto Famiglia” hanno un valore nominale di 10 euro cadauno, e sono utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un ora.  

Inoltre, per ciascun titolo di pagamento erogato al lavoratore, sono interamente a carico dell’utilizzatore:  

  • la contribuzione alla Gestione Separata, nella misura di 1,65 euro;  
  • il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, quantificato ex lege in 0,25 euro;  
  • il finanziamento degli oneri di gestione, pari a 0,10 euro per ogni titolo.  

Ogni singola ora di lavoro mediante prestazioni occasionali svolta a favore dell’utilizzatore persona fisica vale di fatto 12 euro lordi, dei quali 10 euro rappresentano la quota netta che verrà percepita dal prestatore di lavoro.  

Per le prestazioni occasionali rese a favore degli altri utilizzatori è prevista una “misura minima oraria” del compenso pari a 9 euro.  

Fanno eccezione, così come già avveniva per le prestazioni di lavoro accessorio, le prestazioni svolte in ambito agricolo: in tale settore, il compenso minimo è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuate dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.  

Sono a carico dell’utilizzatore: 

  • la contribuzione alla Gestione Separata, nella misura del 33% del compenso erogato;  
  • il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, quantificato ex lege nel 3,5% del compenso erogato;  
  • il finanziamento degli oneri di gestione, pari all’1% del compenso.  

Pertanto, ogni singola ora di lavoro mediante prestazioni occasionali svolte a favore dell’utilizzatore persona fisica vale di fatto 12,375 euro lordi, dei quali 9 euro rappresentano la quota netta che verrà percepita dal prestatore di lavoro.  

Nel caso di prestazioni svolte mediante prestazioni occasionali, è previsto un compenso minimo pattuito pari a 36 euro (netti) per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata. Ciò comporta, che l’attivazione di una prestazione occasionale per un utilizzatore diverso dalle persone fisiche deve avvenire per almeno 4 ore continuative.  

Procedura di utilizzo 

L’acquisto dei buoni da parte di privati e imprese o professionisti, può avvenire esclusivamente per via telematica sul sito INPS. Inoltre, gli utilizzatori sono obbligati ad inviare una comunicazione preventiva: 

-  almeno un’ora prima dell’inizio dell’attività lavorativa, nel caso di soggetti esercenti un’attività economica; 

- entro il giorno 3 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, nel caso di privati.