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Il tuo consulente del lavoro online

Langolodeldipendente.it nasce per affiancare e supportare concretamente, mediante una rete di servizi di consulenza professionale del lavoro online, i lavoratori dipendenti e i collaboratori.

Come funziona la piattaforma online? 

I nostri consulenti del lavoro, preparati, qualificati ed esperti, mettono al servizio del dipendente le risposte ai quesiti di varia natura che il lavoratore si trova quotidianamente a dover affrontare e che possono riguardare diversi aspetti della sua condizione professionale:

- dall'assunzione alla cessazione del rapporto per  licenziamento o dimissioni;

- dalla verifica delle busta paga al trattamento di fine rapporto;

- dal controllo delle trattenute fiscali a quelle previdenziali.

Perchè un consulente del lavoro online?

- Per poter dialogare direttamente con un team di esperti e professionisti nell'ambito della consulenza del lavoro;

- Per ricevere risposte ed assistenza comodamente a casa propria;

- Per pagare solo il costo del servizio espressamente richiesto e non quello di un'intera consulenza.

Le ultime domande

  • Lavorare in aspettativa. Possibile?
    Il 10/09/2020, A. chiede:

    Salve, sono un dipendente autoferrotranvieri da 16 anni full time in una azienda privata, vorrei sapere sé è possibile mettersi in aspettativa per 12 mesi e lavorare in Svizzera con residenza in Italia (frontaliere). So che non è possibile mettersi in aspettativa e fare altro lavoro, mi chiedevo se però è possibile lavorare all'estero....
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  • Stipendio lordo e netto
    Il 12/09/2020, E. chiede:

    Buongiorno, Ho una domanda. Mi è stata fatta una proposta di lavoro in un ristorante come addetta accoglienza e centralinista per i weekend da venerdì sera a domenica sera per un monte orario di 26.5 ore settimanali e una offerta via mail di 900 euro netti. Adesso mi hanno presentato il contratto e per il compenso c'è scritto "la retribuzione lorda è quella del CCNL PUBBLICI ESERCIZI" inquadrandomi al 5 livello. A quanto ammonta il compenso netto part time 26.5 del 5 livello pubblici esercizi? Per le detrazioni non ho nessuno a carico ed ho rinunciato pochi giorni fa ad un lavoro, durante il periodo di prova, compilando il modulo detrazioni per la prima volta nell'anno, quindi non credo di poterle nuovamente richiedere. Cordiali saluti
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  • Dimissioni periodo protetto
    Il 29/08/2020, M. chiede:

    Buongiorno, sono una dipendente del settore commercio, primo livello, in questo momento usufruisco del congedo parentale, mio figlio ha due anni e mezzo. Di seguito la mia domanda: -durante il periodo di congedo parentale è vietato il licenziamento -i giorni di preavviso sono obbligatori durante il periodo in cui vige il divieto di licenziamento? Vorrei sapere se in questo periodo se dovessi decidere di non rientrare a lavoro per occuparmi di mio figlio, dovrei dare un preavviso o potrei anche non dare il preavviso? il periodo di preavviso comporta il mio rientro a lavoro? Lo chiedo perché in questo momento sono impossibilitata a rientrare. Se avete domande da farmi per fornirmi una risposta più esaustiva possibile non esitate. Grazie mille per la disponibilità.
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  • Annullare domanda CIG. Possibile?
    Il 08/09/2020, P. chiede:

    Buongiorno, sono dipendente di un srl che, dopo aver usufruito dei precedenti periodi di cassa integrazione con causale Covid-19 a partire dal 1 marzo e fino al 4 luglio 2020, ha successivamente presentato richiesta di cassa integrazione ordinaria in data a decorrere dal 13 luglio 2020 e per la durata di 13 settimane. Nel momento in cui la srl ha presentato la domanda di CIG ordinaria, infatti, non era sicuro che la CIG c.d. "CoVid" sarebbe stata prolungata. Successivamente all'inoltre della richiesta di CIG ordinaria all'INPS, è stato promulgato il c.d. "decreto agosto", che ha esteso la possibilità per le aziende di usufruire della cassa integrazione con causale CoVid. Noi dipendenti insistiamo perchè l'azienda presenti una nuova richiesta di CIG con causale CoVid che "sostituisca" quella di CIG ordinaria (il perchè è presto detto: la CIG CoVid prevede tempi di erogazione molto più rapidi di quella ordinaria), mentre l'azienda sostiene che, avendo presentato la richiesta di CIG ordinaria, non è più possibile "trasformarla" in CoVid e che pertanto bisogna attendere l'esito della richiesta ordinaria. Preciso che la richiesta di CIG ordinaria inoltrata dall'azienda non si trova, al momento in cui scrivo, neppure nella fase istruttoria. Il rappresentante sindacale interpellato sostiene invece che è sufficiente presentare una nuova richiesta di CIG, sempre a decorrere dal 13 luglio, questa volta con casuale CoVid, che andrà automaticamente a rimpiazzare la richiesta di CIG ordinaria. Chi ha ragione, l'azienda o il rappresentante sindacale? Grazie del tempo che potrete dedicarmi.
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