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Il tuo consulente del lavoro online

Langolodeldipendente.it nasce per affiancare e supportare concretamente, mediante una rete di servizi di consulenza professionale del lavoro online, i lavoratori dipendenti e i collaboratori.

Come funziona la piattaforma online? 

I nostri consulenti del lavoro, preparati, qualificati ed esperti, mettono al servizio del dipendente le risposte ai quesiti di varia natura che il lavoratore si trova quotidianamente a dover affrontare e che possono riguardare diversi aspetti della sua condizione professionale:

- dall'assunzione alla cessazione del rapporto per  licenziamento o dimissioni;

- dalla verifica delle busta paga al trattamento di fine rapporto;

- dal controllo delle trattenute fiscali a quelle previdenziali.

Perchè un consulente del lavoro online?

- Per poter dialogare direttamente con un team di esperti e professionisti nell'ambito della consulenza del lavoro;

- Per ricevere risposte ed assistenza comodamente a casa propria;

- Per pagare solo il costo del servizio espressamente richiesto e non quello di un'intera consulenza.

Le ultime domande

  • Dimissioni lavoratrice madre
    Il 11/10/2018, S. chiede:

    Buongiorno. Mi sono dimessa in data 15/9 giorno in cui scadeva la mia maternità facoltativa. Ero alle dipendenze di un’aziendq a tempo pieno e indeterminato da 2013, in maternità da gennaio 2018 dopo la nascita del mio secondogenito. Nella busta paga di fine rapporto non vedo l’indennita di mancato preavviso che da quanto mi risulta doveva essere di 30 giorni. Il datore di lavoro era tenuto a corrispondermela? Possono averla inclusa in qualche altra voce dell'ultima Busta paga?
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  • Dimissioni per giusta casua
    Il 12/10/2018, G. chiede:

    Salve, sono un dipendente con contratto a tempo indeterminato CCNL Metalmeccanico 6° livello CONFAPI (Assunto il 1-gen-2018). Da sempre si la mia azienda paga gli stipendi con estremo ritardo sempre oltre il 17 del mese successivo. In diverse occasioni è stato effettuato un pagamento dilazionato, prima il 70% e poi un saldo col restante 30% a distanza di una decina di giorni. Non avendo una data di pagamento espressa nel mio contratto (ce da CCNL dovrebbe essere pagato entro la fine del mese)volevo sapere se sussistono le condizioni per presentare le mie dimissioni per giusta causa ed eventuali modalità particolari di presentazione delle dimissioni. Saluti G.
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  • NASPI
    Il 09/10/2018, A. chiede:

    Buongiorno, ho un problema relativo alla Naspi.Cerco di spiegare brevemente la mia storia. Il 24/5/2016 ho presentato domanda Naspi a seguito del termine del mio rapporto lavorativo. La stessa è stata accolta con la conferma di 725 giorni da corrispondere in base al num di settimane lavorate negli ultimi 4 anni (termine previsto il 5/6/2018). A luglio 2016 sono entrata in maternita anticipata,a dicembre in maternita obbligatoria fino ad aprile 2017. La stessa Naspi è poi ripartita per la parte rimanente (fino a qui corrisposti 355 giorni) Il 22/4/18 ho iniziato un nuovo lavoro (contratto di 9 mesi) ma l'azienda stessa mi ha lasciato a casa per mancato superamento del periodo di prova il 20/6/18. Ho fatto di nuovo domanda di disoccupazione il 5/7/18 ma la stessa mi è stata accolta solo per 33 giorni. L'Inps mi ha risposto che avendo stipulato un contratto di 9 mesi anche se l'azienda mi ha licenziato ho perso quanto mi spettava con la vecchia Naspi. E il calcolo della nuova Naspi veniva fatto in base all'ultimo quadiennio 2014-2018,entro il quale io lavorato tutto il 2014,tutto il 2015 e i 2 mesi del 2018. Io vorrei capire se è possibile che una persona che con tutta onestà vuole tornare a lavorare,non per suo volere viene lasciata a casa,perde il diritto che aveva?mi chiedo a questo punto era meglio non provarci e rifiutare il lavoro e poter sfruttare cosi lo stato per ancora per gli altri 370 giorni che ancora rimanevano? Davvero il paradosso. Vorrei capire secondo voi non avrei diritto a piu di soli 33 giorni di Naspi? La ringrazio per la risposta. Saluti
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  • Diritto allo Studio ccnl Studio Professionale Consilp
    Il 24/09/2018, I, chiede:

    Buongiorno, con la presente per chiedere come funzionano le 150 ore di diritto allo studio per i dipendenti. Sono una dipendente (segretaria presso ufficio legale) inquadrata al 2^livello, full-time 8h settimanali da lunedì al venerdì. Mi sono iscritta ad un corso di laurea breve (3 anni), il corso non prevede l’obbligo di frequenza ma per poter frequentare le lezioni più importanti e sostenere gli esami vorrei chiedere ai miei datori le 150 ore di permesso. Questi permessi sono anche retribuiti o no? In attesa di un riscontro, ringrazio e saluto cordialmente. Iva Stoilkova
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